OMELIE

Apritevi porte del cuore, entri il vento della Gloria

Omelia di Mons. Pelvi del 31-05-2020

MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO AI GIOVANI PER LA SOLENNITÀ DI PENTECOSTE - 31 MAGGIO 2020

A Pentecoste i discepoli hanno paura e si chiudono in casa per timore dei Giudei. Le porte chiuse sono il muro che alzi per escludere, allontanare, evitare, illudendoti di essere forte e stare bene con te stesso. Nascondi, così, disagio e insofferenza, limite e fragilità, cercando la follia di una serenità che manca. Chi è chiuso in sé, non esce e non fa entrare, rodendosi in cose vecchie e permettendo alla noia di gestire il presente senza prospettive.

Ti emargini pensando al bene-essere, ma ti manca la pace, perché avvolto da interessi ed egoismi.

Stasera stai nel Cenacolo anche se forse non desideri metterti in discussione, comunicare e relazionarti. Hai le porte chiuse del cuore e scegli l’isolamento, infastidito dal dialogo, da ogni incontro, dall’assillo della diversità. Ti riesce difficile stare in famiglia, insopportabile la vita sociale, pesante il confronto in parrocchia, inutile il legame agli amici. Pensaci…ti manca il coraggio di aprire le porte del cuore e respirare l’aria pulita delle novità inattese. Forse la tua esistenza da spazio di tenebrosa angoscia può trasformarsi in luogo di tenerezza e intimità. Mi chiederai, in che modo? Mettendoti al passo dello Spirito…un passo che è come il vento. Ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va. Siamo impastati di vento dello Spirito. Lo fu per la creazione, quando un soffio sulla polvere rese l’uomo vivente…quando l’alito adombrò la Vergine Madre, manifestando possibile l’impossibile. In questa rinnovata Pentecoste allarga come le braccia le porte del cuore e spalanca l’inizio di un nuovo inizio, ritornando a vivere, mano nella mano di Dio, con gesti dettati dall’amore.

Il passo dello Spirito è gagliardo come uragano e leggero come brezza mattutina, cosicché al tremore delle lacrime per la colpa segue il sorriso suadente della riconciliazione. E anche quando il vento sembra contrario al tuo desiderio, devi usarlo, come per gli uccelli del cielo, per farti alzare in volo e più in alto, così che la volontà si diriga dove altri non riescono a spingerla.

Apri, anzi spalanca la porta del tuo cuore a Cristo, vincendo paura e risentimento, immaginando che l’altro è uno specchio meraviglioso di occasioni. Se hai perso il vigore interiore, i sogni, l’entusiasmo, la speranza e la generosità, lasciati portare dal sogno e dal rischio e riparti per cambiare il mondo, riaccendere il futuro, contemplare il cielo e il mondo intorno a te. Camminerai al passo del vento in sintonia con lo Spirito. È tempo di cambiare, di osare, anche se la novità si intravede poco ma prodigi e meraviglie anticipano la certezza che le porte dei cieli sono accoglienti e un abito di luce e di festa è già preparato per te nel Regno della Gloria.

È quanto ti auguro avvenga per te e per tutti noi, con l’intercessione di Maria, nostra Sorella orante.

 

                  

                                           + Vincenzo Pelvi