OMELIE

Portatori della gentilezza di Dio

Omelia di Mons. Pelvi del 20-01-2021

Omelia nella festa di s. Sebastiano, patrono dei Vigili Urbani - Santuario Incoronata - Foggia

 Saluto cordialmente le autorità presenti e tutti voi, riuniti nella festa del vostro Patrono, s. Sebastiano martire; un santo che non ebbe paura di vivere donando la propria vita e di morire per dare la vita. Celebrare è ringraziare: non a caso l’Eucaristia significa rendimento di grazie. E al rendimento di grazie al Signore si accompagna la gratitudine che, a nome della Chiesa, sono lieto di esprimervi per il prezioso servizio di Vigili urbani.

Ma celebrare vuol dire anche risvegliare lo spirito di appartenenza: riscoprire le radici nelle quali siamo innestati. Oggi abbiamo l’occasione di ritagliare dalla quotidianità lavorativa un tempo per fare memoria di quello che donate e del perché lo fate. Voi siete responsabili custodi della vita di molte persone con il vostro lavoro spesso disconosciuto e non sempre apprezzato nella nostra città. Eppure il vostro è un rapporto unico e insostituibile con la città; è una testimonianza di amore.

Di essa voi curate e servite la storia, l’arte, la dimensione civile e politica, ma anche l’ambiente e la serenità sociale. Nella città mantenete un ordine non solo come disciplina per assicurare una pacifica convivenza, ma anche come segno di una realtà organizzata nella sua dinamica comunitaria. Sì, cari amici, voi siete indispensabile supporto all’amministrazione e a tutti i cittadini per fare della città una comunità umana e fraterna.

La città siamo tutti noi. Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale in bene o in male. Nel cuore di ciascuno passa il confine tra il bene e il male e nessuno deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso. Noi non siamo degli spettatori, ma degli attori e nel bene come nel male il nostro comportamento ha un influsso sugli altri. Penso all’individualismo consumista che provoca molti soprusi. Gli altri si trattano spesso come fastidi e l’aggressività aumenta. Ciò si accentua e arriva a livelli esasperanti nei periodi di crisi, nei momenti difficili, come quello della pandemia, quando emerge lo spirito del “si salvi chi può”.

Tuttavia, è ancora possibile scegliere di esercitare la gentilezza. Voi, cari Vigili, siete portatori della gentilezza di Dio. Ma cos’è la gentilezza? Essa esprime uno stato d’animo non duro ma benevolo, che sostiene e conforta. La persona che possiede questa qualità aiuta gli altri affinchè la loro esistenza sia più sopportabile, soprattutto quando portano il peso dei loro problemi, delle urgenze e delle angosce. È il modo di trattare gli altri che si manifesta in diverse forme: come gentilezza nel tratto, attenzione a non ferire con le parole o con i gesti, tentativo di alleviare il peso degli altri. Un Vigile urbano deve dire parole di incoraggiamento che confortano, che danno forza, che consolano, invece di parole che umiliano, rattristano, irritano e disprezzano. Oggi, raramente – come dice Papa Francesco – si trovano tempo ed energie disponibili per soffermarsi a trattare bene gli altri, a dire «permesso, scusa, grazie». Tra le connotazioni di un Vigile virtuoso c’è la gentilezza, che mette da parte le proprie preoccupazioni, per regalare un sorriso, dire una parola di fiducia in mezzo a tanta indifferenza. Così si trasformano profondamente i rapporti sociali e si creano autentiche relazioni interpersonali.

Carissimi, chiediamo per intercessione di san Sebastiano la costanza nell’avvicinarci agli altri, nell’esprimerci, nell’ascoltarci, nel conoscerci, nel provare a comprenderci, nel creare punti di contatto, nell’incoraggiare ogni forma di dialogo per vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto.

Siate custodi degli altri, custodi di chi vi sta intorno e, ripeto, portatori della gentilezza di Dio.

Vi affido tutti, insieme alle vostre famiglie e alle persone che vi sono care, alla protezione materna di Maria, Madre Incoronata, Regina della pace.

+Vincenzo Pelvi