PARROCCHIE

S. Maria della Croce

comune: Foggia (zona: Foggia - Nord)

Informazioni utili

Parroco: Don Bruno Pascone
Indirizzo: Viale XXIV Maggio, 57/a
Telefono: 0881773881
Altri dati:

Orari Sante Messe

Feriale: 18:30
Prefestivo: 19:00
Festivo: 08:30 10:30 12:00 19:00
Note:

Scheda Storica

Notizie storiche
Sorgeva nella contrada detta “Pila e Croce”, zona periferica della città, una Cappella dedicata a S. Elena, la cui esistenza risale a prima del 5.8.1087, data del fortuito rinvenimento di un affresco raffigurante un’icona greca di Maria e di Gesù Bambino che reggono una croce, avvenuto per mano dell’eremita Claro Ferrazzi, custode della Cappella. Era una delle chiese concesse al capitolo della Collegiata S. Maria di Foggia il 6.5.1187 da Guglielmo Vescovo di Troia. Tale concessione dava diritto al Capitolo di amministrare le rendite della Cappella e provvedere al mantenimento del sacerdote officiante e alla manutenzione della Cappella stessa.
Prima del 1100 l’Arciprete nullius, Don Fausto Bellini, con sua bolla concesse a questa antichissima Cappella il titolo di Abazia. Era economicamente ben dotata, se nel 1310 risulta obbligata a pagare le decime alla S. Sede: è detto, infatti che un certo Don Enrico di Foggia aveva pagato un tarì e mezzo per la Chiesa di S. Elena.
La dipendenza di questa Chiesa, come di tante altre, dal Capitolo di S. Maria di Foggia, sia sotto l’aspetto amministrativo che spirituale-pastorale è dimostrato dai privilegi concessi nel 1214 da Filippo Vescovo di Troia (le rendite di dette chiese dipendenti servivano come prebende canonicali) e dalla bolla pontificia del 23.10.1347 di Papa Clemente VI: i Sacerdoti delle chiese dipendenti venivano eletti dal Capitolo e nominati Rettori e Vicari dal Vescovo di Troia e dovevano collaborare col Clero della Collegiata nelle attività liturgiche e pastorali della Chiesa maggiore.
La Chiesa di S. Elena venne riedificata dagli Aragonesi tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo. Il Capitolo della Collegiata con delibera dell’8.2.1728 destinò la Chiesa a sede della Confraternita della Madonna della Croce. È probabile che, dopo l’insediamento della Confraternita, da Chiesa di S. Elena fosse volgarmente detta Chiesa di S. Maria della Croce. A cura della Confraternita la Chiesa venne ampliata e modificata nel 1796, come risulta dal libro conservato nell’Archivio della Confraternita di S. Maria della Croce: “Libro di cassa con entrate e uscite per la fabbrica, per la riattazione e rifazione della Chiesa, principiando dall’anno 1796", come è detto al n. 6 della Delibera del Capitolo dell’8.2.1728: “…obbligandosi detti fratelli di riparare la Chiesa e le camere… e per altre innovazioni non possono quelle fare senza il consenso del Rev.mo Capitolo”.
Nel 1830 fu l’Amministrazione Provinciale a restaurare e ad ampliare la Chiesa a proprie spese, per porre rimedio all’inconveniente creato dalla costruzione dell’Orfanotrofio “Maria Cristina di Savoia”: questa impediva l’illuminazione all’interno del tempio. Il restauro fu curato dal progettista Luigi Oberty, che dette alla facciata e all’esterno della Chiesa lo stile rinascimentale; in quella occasione, oltre la porta con ingresso da Piazza Giordano, fu aperta una porta laterale sul lato del porticato dell’attuale palazzo degli Uffici statali.
Dalle visite pastorali fatte da Mons. S. Sorrentino, Vescovo di Troia, nel 1665 e nel 1671 si rileva che l’antica Chiesa di “S. Maria della Croce” aveva, oltre l’altare maggiore, altri cinque altari dedicati tutti alla Madonna sotto titoli diversi e uno dedicato a S. Oronzo. Lo storico Can. Calvanese aggiunge che in detta Chiesa vi era un antico quadro su tela raffigurante i Santi Guglielmo e Pellegrino che “…resero la loro anima a Dio in Foggia nell’anno del Signore 1050".
Nel 1887, da una relazione del Rettore della Chiesa D. Raffaele Accettulli, compilata in occasione della visita pastorale fatta da Mons. D. Marinangeli, Vescovo di Foggia, la Chiesa risulta a forma di croce latina con sette altari, di cui uno dedicato a S. Maria della Croce e uno a S. Elena. In quell’anno la Confraternita commemorò l’ottavo centenario del rinvenimento della sacra immagine della Madonna “della Croce”.
In vista dell’Anno Santo del 1900, fu restaurata ed abbellita ad opera della Confraternita e con le offerte dei fedeli e consacrata da Mons. C. Mola il 20.10.1899.
Nel 1936, l’Amministrazione Provinciale, avendo progettato la costruzione del Palazzo degli Uffici statali al posto dell’Orfanotrofio “M. Cristina”, chiese a Mons. Farina il nulla osta per abbattere, con l’Orfanotrofio, anche la Chiesa ad esso attigua. Al diniego del Vescovo, l’Amministrazione Prov.le ricorse a ragionevoli proposte che Mons. Farina accolse.
Il 26.3.1936, con atto rogato dal Segretario Generale dell’Amministrazione Prov.le veniva stabilito che la Provincia offriva alla Diocesi nella persona di Mons. Farina: 1) un suolo di mq. 550 su Viale XXIV Maggio che avrebbe acquistato dai F.lli Flagella, 2) somma di L. 400 mila per la costruzione della nuova Chiesa S. Maria della Croce, 3) un suolo di mq. 3.000 su Via Bari, 4) somma di L. 250.000 (suolo e somma destinati ad erigere una seconda nuova chiesa da intitolarsi all’Immacolata), 5) il materiale della chiesa abbattuta, 6) la rimozione e il ripristino dell’affresco della Madonna. Detto atto fu approvato dal Capitolo della Cattedrale il 6.7.1936, riservandosi il diritto di Patronato sulla nuova Chiesa e confermando le concessioni fatte in passato alla Confraternita.
In quello stesso anno Mons. Farina acquistava dal Sig. Paolo Dozzo, con atto Notar Caggianelli del 4.12.1936, un terreno di mq. 3374, sito in agro di Foggia alla contrada “Orto Onorato” (Via Zara-Via Piave-Via degli Orti-Via Monfalcone).
La scelta del sito dell’erigenda Chiesa era dettata dall’incremento demografico in quel rione (Rione Ferrovieri), difatti Mons. Farina nell’aprile del 1935, prese in fitto dei locali in Via Monfalcone (all’attuale civico 12) da utilizzare per il Culto e per attività pastorali e affidò a D. Antonio Rosiello la cura pastorale del rione. In quei locali D. Antonio istituì l’Oratorio “S. Alfonso”, che dall’8.5.1943 passò a funzionare in quelli della nuova Chiesa.
Nel 1937 fu demolita l’antica Chiesa e, il 13.12.1938 Mons. Farina, presenti le autorità pubbliche, il Clero e i fedeli, benedisse e pose la prima pietra dell’erigenda nuova chiesa.
Nel corso della costruzione, risultando insufficiente quanto elargito dalla Provincia, Mons. Farina decise di vendere nel 1939 e, successivamente, nel 1941, con atti Notar Nicola Pepe, al Sig. Luigi Surgo i mq. 3374 di terreno acquistati nel 1936; tutto il ricavato della vendita fu destinato alla costruzione della Chiesa, della canonica e dei locali annessi.
Agli inizi del 1939, su progetto di Mons. Ing. Spirito Maria Chiappetta della Città del Vaticano, la Soc. An. Pugliese Costruzioni dette il via alla costruzione della Chiesa, che con le opere annesse fu portata a termine il 12.4.1941. Fu affidata agli Orionini che inizialmente furono impegnati a completare e arredare il tutto. A causa dei bombardamenti del 1943, gli Orionini abbandonarono la Città per farvi ritorno a settembre 1946.
Intanto, per evitare che la Chiesa e la Canonica fossero occupate dagli Alleati, Mons. Farina riaffidò a D. Antonio Rosiello le attività dell’Oratorio e l’opera di assistenza ai reduci di guerra costretti a fermarsi a Foggia per mancanza di treni. In questa occasione D. Antonio istituì la “Mensa del Papa”, coinvolgendo molti generosi laici e soci di Azione Cattolica.
Nonostante l’inagibilità della Chiesa per danni subiti dai bombardamenti, Mons. Farina eresse ugualmente la Parrocchia S. Maria della Croce il 18.12.1946 e primo Parroco fu nominato D. Giuseppe Callegari di don Orione, che si impegnò, secondo la Convenzione del 1943 sottoscritta da Mons. Farina e dal Superiore della Congregazione religiosa, a continuare la raccolta di offerte tra i fedeli, per saldare il debito residuo e realizzare la costruzione di altri due piani della canonica. Detta Convenzione fu approvata dalla Congregazione del Concilio il 17.11.1945. Inoltre, autorizzato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, il 25.1.1948, a spese del Genio Civile di Foggia, D. Giuseppe provvide alla riparazione della Chiesa.
Ultimati i lavori, Mons. Farina il 3.8.1949 aprì al culto la Chiesa col solenne rito della consacrazione. Il riconoscimento civile della Parrocchia avvenne il 9.4.1951 con Decreto del Presidente della Repubblica. La dote beneficiale fu costituita dalla rendita di titoli di stato, che Mons. Farina aveva destinato alla Parrocchia di Gesù e Maria, quando questa era retta dal Clero secolare.
Nel giugno del 1949 fu collocata nella pala dell’altare l’affresco della Madonna della Croce, restaurato a Bari.
Nel 1971, essendo Parroco don Giuseppe Castiglione, l’interno della Chiesa subì alcune modifiche in attuazione delle norme della Riforma Liturgica. Progettista ed esecutore del rinnovo del tempio fu il Prof. Giuseppe Zaccheria, membro della Commissione Liturgica Diocesana. I lavori compresero la rimozione degli altari laterali e di tutte le balaustre per collocarvi, a destra dell’ingresso, un nuovo battistero, e, a sinistra, l’antico Crocifisso con il quadro (dipinto a olio su tela) raffigurante l’Addolorata, S. Giovanni Ev. e la Maddalena. Fu semplificata la dipintura di tutta la Chiesa, cancellando i numerosi affreschi che ornavano l’abside e la volta centrale (le antiche dipinture e gli affreschi erano un evidente richiamo dello stile bizantino nel disegno gotico delle strutture).
La Via Crucis classica fu sostituita da pannelli di rame sbalzati, posti ai lati del Crocifisso antico, raffiguranti le 13 stazioni, mentre sotto il Crocifisso, come 14ª stazione, è il bassorilievo della Sepoltura di Gesù, scolpito in cemento. Furono istoriate le sei finestre bifore inferiori poste ai lati dell’ingresso, raffiguranti S. Giuseppe, S. Elena, S. Gemma Galgani e S. Maria Goretti, il Beato Luigi Orione, Papa Giovanni XXIII, S. Gerardo Maiella, S. Domenico Savio, Madonna del Rosario, S. Rita da Cascia, S. Gennaro e il Sacro Cuore di Gesù, mentre in due nicchie laterali, appena entrati in chiesa, vi sono le statue di S. Antonio da Padova e di S. Lucia, opere di Stuflesser (Ortisei). Salvo il complesso marmoreo che adorna l’antica Icona della Madonna della Croce e salvo l’altare che ne è parte, furono installati nel presbiterio un piccolo altare in marmo, il leggio, e la sede del celebrante.
Nel 1982 don Gernaldo Conti Parroco provvide a rendere stabili leggio e sede del celebrante.
Nel 1993, il Parroco don Angelo De Ninis, debitamente autorizzato dall’Arcivescovo, provvide al rinnovo dell’impianto elettrico sia in Chiesa che in tutti i locali ad essa annessi, affidando i lavori alla Ditta Lucio Priore e al tecnico elettroimpiantista Antonio Tamalio. Nel 1996, mese di luglio, dalla stessa Ditta fu realizzato in muratura lo scivolo per favorire l’ingresso in Chiesa degli handicappati.
Nell’anno 1998, nel laboratorio “Nostalgia” di Fiorella e Stella Caserta di Foggia, sono stati restaurati l’Antico Crocifisso e il quadro che gli fa da sfondo.