PARROCCHIE

B.M.V. Madre di Dio Incoronata

comune: Foggia (zona: Foggia – Zone Rurali)

Informazioni utili

Indirizzo: 71040 Borgo Incoronata
Telefono: 0881810016
Altri dati:

Piccola Opera della Divina Provvidenza (Orionini.- F.D.P.)
Direttore - Parroco: REGA don UGO

Orari Sante Messe

Feriale: 19:00
Prefestivo: 18:00
Festivo: 08:30 10:00 11:30 17:00 19:00
Note:

Scheda Storica

Notizie storiche
La storia del Santuario è legata a quanto narra la tradizione circa l’apparizione della Madre di Dio ad un Conte di Ariano, cui fu mostrata la statua da venerare in una Cappella da erigere. È ancora dalla tradizione che si attinge notizia che un contadino o pastore, osservando la statua della Vergine sulla quercia, appese ad un ramo della medesima una caldarella di olio come rustica lampada in segno di devozione. L’apparizione avvenne nel 1001, in epoca bizantina.
Secondo l’espresso desiderio della Vergine SS.ma fu costruita una Cappella, ma per l’affluenza sempre più numerosa di pellegrini fu rapidamente ampliata e annesso ad essa fu eretto un Convento. La Cappella fu inizialmente affidata ad una anacoreta, a cui subentrò una comunità religiosa, quella dei monaci Basiliani, che costruirono una nuova chiesa, incorporando l’antica cappella con la quercia dell’apparizione, ampliarono il convento ed eressero un ospizio per i pellegrini.
La presenza dei monaci Basiliani a custodi e officianti del Santuario dell’Incoronata durò fino al 1133 o 1139, quando Ruggiero, Re della Sicilia, nemico del Papa, giunse con il suo esercito in Puglia per rafforzare il suo potere, operando distruzioni e perseguitando quanti fossero fedeli al Pontefice.
Verso la fine del 1140, calmate ormai le acque, giunse al Santuario S. Guglielmo da Vercelli con alcuni suoi monaci, che vi presero dimora. Sotto la custodia dei monaci Vergiliani, il Santuario rifiorì e assunse tale importanza da meritare nel 1143 il titolo di Abazia.
Al tempo del Papa Adriano IV, nel 1156, il Monastero dell’Incoronata passò sotto la giurisdizione del Vescovo di Troia.
Tra il 1218 e il 1230, quando Papa Gregorio IX donò il Santuario all’Ordine Cistercense, i Vergiliani passarono in blocco ai Cistercensi per evitare di cadere sotto la giurisdizione dell’Abate di Montevergine. Fu merito dei Cistercensi la rapida rifioritura del Santuario, ma anche merito del Conte Guevara di Bovino, che finanziò i lavori di ingrandimento della Chiesa e del Convento. La Chiesa nell’area destinata alle celebrazioni era a due piani: in basso, nel piano destinato ai fedeli, v’era la cappelletta dell’apparizione e sotto l’altare un tronco di quercia, al piano superiore, cui si accedeva per due scale a doppia rampa, v’era la statua dell’Incoronata e l’altare a Lei dedicato. La presenza dei Monaci Cistercensi durò fino alla metà del secolo XVI.
Durante il Pontificato di Gregorio XIII (1572-1585) il Santuario divenne Commenda Cardinalizia e i Cardinali Commendatari del Santuario furono Antonio Carafa, Giulio Rospigliosi, Gaspare de Cavalieri, Giovanni Battista Salerni e Marcantonio Colonna.
Nel 1799 la commenda cardinalizia si rese vacante. Il governo napoleonico nel Regno di Napoli abolì molti conventi e il Monastero dell’Incoronata, anziché comunità religiose, ospitò un certo numero di cappellani provvisori. I beni del Santuario, confiscati, passarono al Monte frumentario aggregato al Regio Demanio. Le entrate percepite dai beni confiscati furono destinate all’Ospedale “Fatebenefratelli”, al Conservatorio di S. Teresa e al Conservatorio delle pentite della “Maddalena”. Da allora il Santuario fu amministrato da laici poco attenti alla cura del tempio. Il Santuario veniva aperto al culto solo per 40-50 giorni all’anno, nel periodo dei pellegrinaggi.
Anche quando i Borboni ritornarono al governo, la situazione di estremo disagio in cui versava il Santuario continuò; giacché non era l’aspetto pastorale, ma quello amministrativo a prevalere e a interessare. Col ritorno dei Borboni la gestione degli introiti del Santuario passò dai laici ai Religiosi “Fatebenefratelli”, i quali destinavano la metà degli introiti del Santuario all’Ospedale da essi gestito e l’altra metà, in parti eguali, ai due Conservatori già citati. Fu così fino all’avvento dello Stato Unitario, quando, per le leggi eversive, furono nuovamente sfrattati dai loro conventi le comunità religiose e gli edifici monastici divennero proprietà dello Stato. I Fatebenefratelli seguirono la sorte degli altri Religiosi e, pertanto, cessarono di amministrare l’Ospedale e il Santuario dell’Incoronata; fu loro concesso di assistere ai malati ricoverati nell’ospedale. I Frati infermieri rimasero a Foggia fino alla fine del secolo scorso. Santuario e Ospedale divennero proprietà del Comune di Foggia, però, durante i mesi di aprile e maggio, alcuni sacerdoti diocesani assicuravano l’assistenza religiosa ai pellegrini che si recavano all’Incoronata.
Verso il 1930, il Sindaco di Foggia, l’Avv. Alberto Perrone e Gaetano Postiglione concepirono per il Santuario e il territorio circostante un progetto di grande rivalutazione di quella zona periferica che prevedeva la demolizione del fatiscente e pericolante Santuario per costruirne uno nuovo, la creazione di una Colonia Agricola e una migliore sistemazione della zona rurale; per tale progetto fu incaricato l’Arch. Arnaldo Foschini e coinvolto P. Semeria, fondatore dell’Opera del Mezzogiorno. Ma quando tutto sembrava andare in porto, si verificarono la morte del P. Semeria e del Postiglione e le dimissioni del Sindaco Perrone, che incisero negativamente sulla realizzazione del progetto.
Nel 1939, col consenso dell’Amministrazione dei Conservatori Raggruppati di Foggia, inziarono le trattative tra l’Amministrazione degli Ospedali Riuniti di Foggia e S.E. Mons. Farina, per rendere esecutivo l’articolo 27 del Concordato: cessione della gestione del Santuario dell’Incoronata e trasferimento dei terreni circostanti al Santuario con tutte le dipendenze, pertinenze e accessori a favore della Autorità Ecclesiastica, rappresentata da Mons. Farina. Le trattative si conclusero con la sottoscrizione delle parti interessate al verbale del passaggio, avvenuta nella sede del Palazzo Vescovile in Foggia, il 15.2.1940. In quella circostanza Mons. Farina di sua spontanea volontà elargiva in titoli la somma di L. 100.000 agli Ospedali Riuniti, 50.000 per il Conservatorio della Maddalena e 50.000 per il Conservatorio di S. Teresa.
Ottenutane la gestione, Mons. Farina dispose subito che il Santuario fosse custodito tutto l’anno e che nei giorni di precetto venisse celebrata la S. Messa per i pastori e i contadini della zona.
L’intento di dare un definitivo assetto pastorale al Santuario e di realizzarne un nuovo progetto, più adeguato alle esigenze della pietà mariana dei foggiani e dei pellegrini in genere, spinse Mons. Farina a trattare col Superiore generale della Congregazione di D. Orione perché una comunità di Sacerdoti Orionini prendesse cura del Santuario ad nutum S. Sedis.
Dalla proposta all’accettazione (15.12.45/26.4.50) trascorsero oltre quattro anni. Intanto, già dal 1° aprile del 1950 iniziò a funzionare come rettore dell’Incoronata il Sacerdote Orionino D. Giuseppe Callegari, fino a quel giorno Parroco di S. Maria della Croce in Foggia. Negli anni 1951-1953 furono esaminati vari progetti relativi alla erezione di una nuova chiesa e di nuovi edifici ad essa annessi, destinati ad abitazione per la comunità religiosa e alle sue specifiche attività, all’accoglienza di gruppi associativi e agli indispensabili servizi di ristoro e di igiene per i fedeli pellegrini. Tra i vari progetti la scelta cadde su quello dell’Ing. Luigi Vagnetti di Roma, ritenuto una felice simbiosi fra l’arte moderna e quella tradizionale pugliese.
In attesa dell’inizio dei lavori per la realizzazione del progetto, il Comune provvide a migliorare ed asfaltare la strada che da Via Bari porta al Santuario e il 3.4.1952, con atto di cessione gratuita, donò alla Piccola Opera un terreno di sua proprietà, la cui recinzione in muratura fu realizzata dal cantiere di lavoro con materiale e attrezzature a spese dell’Opera.
I Figli di D. Orione, pur vivamente interessati alla realizzazione del nuovo Santuario e delle opere annesse, si prodigarono nell’attività pastorale e assistenziale verso ragazzi e giovani inizialmente accolti in un modesto orfanotrofio.
Nel mese di marzo 1954, il simulacro della Vergine SS. Incoronata fu affidato a Stefano Soro per lavoro di restauro. La ricorrenza del centenario della proclamazione dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine suggerì a Mons. G. Amici la “Peregrinatio Mariae”, recando in tutte le parrocchie della Diocesi il simulacro dell’Incoronata. L’iniziativa fu accolta e dovunque conseguì copiosi frutti di bene.
Sempre nel 1954, estromessi dall’area destinata a recinto sacro tutti i venditori ambulanti con le loro bancarelle, iniziarono i lavori di demolizione dell’antico Santuario e di erezione del Campanile e dei locali destinati a Seminario e all’accoglienza dei pellegrini. Nel campanile si provvide a realizzare un impianto idrico con pozzo artesiano e serbatoio elevato; il tutto, campanile e impianto idrico, a spese dell’Opera col concorso generoso di benefattori.
Con l’acqua occorreva anche l’elettricità e il Comune di Foggia provvide a proprie spese a realizzare la linea elettrica per la zona del Santuario.
Il 23.11.1955 il progetto dell’Arch. Vagnetti fu definitivamente approvato dalla Pontificia Commissione per l’Arte Sacra.
La costruzione per accogliere i pellegrini fu realizzata a spese dell’Opera, mentre i servizi igienici pubblici furono fatti a spese del Comune. La costruzione destinata ad accogliere l’infanzia abbandonata fu eseguita con cantieri di lavoro finanziati dall’Amministrazione Provinciale di Foggia.
Nel 1958, il monumentale campanile, pressoché ultimato, fu dotato di campane realizzate con i fondi dello Stato per danni bellici ed elettrificate con le offerte degli agricoltori. In quello stesso anno fu finalmente dato inizio ai lavori di costruzione del nuovo Santuario. Nel progetto originale del Vagnetti si prevedeva l’inclusione nel nuovo delle parti storiche del vecchio: la cappelletta inferiore col tronco della quercia e quella superiore col simulacro della Madonna, ma la fatiscenza e la mancanza di staticità delle due cappellette fecero decidere per la loro demolizione.
Dalla relazione fatta da D. Giuseppe Callegari, risulta che la costruzione del nuovo Santuario non avvenne in contemporanea per tutte le parti strutturali che la caratterizzano, ma si andò avanti realizzando le varie parti in tempi successivi, soprattutto per la mancanza di fondi: le uniche risorse erano le generose offerte di enti e di persone sensibili e devote.
Nel 1960 fu realizzata la navata a croce greca, finanziata dal Consorzio di Bonifica; successivamente, sul lato sinistro, sorsero la Cappella di S. Antonio, realizzata a spese dell’Opera e col concorso di benefattori, e il vano del Battistero, realizzato a spese del Comune di Foggia. Sul lato destro, le altre due Cappelle, simmetriche alle prime, di cui una dedicata al S. Cuore, furono erette, in parte, a spese dell’Opera e, in parte, con le offerte di uno o più benefattori.
Nel 1963 si lavorò alle rifiniture delle strutture interne del tempio e al suo indispensabile arredamento; nel 1964 la cappella dell’apparizione fu arricchita di una artistica inferriata e, allo scadere dell’anno, la cupola venne impermeabilizzata.
D. Giuseppe Callegari, che per ben 14 anni aveva profuso tutte le sue migliori energie per realizzare il Santuario e le opere annesse, chiamato ad operare altrove, lasciò tutto nelle mani del suo confratello successore, D. Giovanni Porro, che proseguì l’opera di completamento relativo alla nicchia che accoglie la statua dell’Incoronata, affiancata da quattro altre che accolgono dipinti, e alle due scalinate che conducono ai piedi della venerata Immagine.
Il 21 aprile 1965, presenti e partecipi il Superiore Generale, il Provinciale della Opera D. Orione, numerosi Sacerdoti, le Autorità civili e una enorme folla di fedeli e pellegrini, Mons. G. Lenotti inaugurò ufficialmente il nuovo Santuario con una solenne Celebrazione. Per l’occasione il Card. Cicognani fece pervenire un telegramma di auguri del S. Padre.
È da ritenere che prima dell’inaugurazione ufficiale fosse stata realizzata la pavimentazione della chiesa con zoccolatura in pietra lavorata, (dono dei Coniugi Domenico e Irene Scaramella).
Nella parte retrostante alla Chiesa fu edificata la Canonica con i fondi del Ministero OO.PP. e consegnata al rustico; per il completamento intervenne la Provincia religiosa. L’ala destinata a Seminario fu realizzata con il finanziamento dello Stato previsto per danni bellici.
La sistemazione del piazzale antistante al Santuario e delle strade adiacenti fu opera del Comune di Foggia.
Verso la metà del 1965, mentre erano in atto i lavori per ingrandire il Seminario, giunsero al Santuario le Piccole Suore Missionarie della Carità (Orionine), per assicurare assistenza ai Sacerdoti e agli alunni del Seminario. Dal 1966 fu ospitata in Seminario una sezione staccata della Scuola Media “D. Alighieri” di Foggia, di cui fruirono gli stessi alunni dell’Istituto.
Nel 1966 fu inaugurata, nella solennità di Cristo Re, la Chiesa del Borgo Incoronata (con locali annessi), costruita con i fondi della Cassa Rurale del Mezzogiorno, che fu affidata agli Orionini.
Il 9.6.1967 con Decreto del Presidente della Repubblica, la Parrocchia “Madre di Dio Incoronata”, eretta da Mons. G. Lenotti con bolla del 2.2.1963, fu civilmente riconosciuta come Ente Ecclesiastico.
Dal 9.11.1967, data di erezione a Vicaria Curata della Chiesa di S. Giuseppe a Cervaro, i Sacerdoti di D. Orione, oltre l’assistenza spirituale al Borgo Incoronata, estesero, per incarico dell’Ordinario, la loro attività pastorale anche nel Borgo Cervaro. La cura pastorale degli Orionini durò fino al 19.3.1983, quando la Vicaria fu nuovamente affidata a Sacerdoti diocesani.
Il 26.4.1972 furono ufficialmente inaugurati i locali nuovi del Seminario.
I tanti lavori di costruzione della “Cittadella di Maria”, (come definisce il Santuario dell’Incoronata con tutte le opere annesse, il Sacerdote Orionino, D. Giovanni D’Onorio De Meo), che richiesero ben 15 anni, senza, per altro, realizzare appieno quanto era previsto nell’originale progetto di Vagnetti (cfr. il plastico), furono eseguiti da Imprese Edili diverse (Giudiceandrea, Gentile, Pattacini, De Biase, Caterino, Lo Mele-Brattoli, Graniero, Di Gianvito e De Luca, Stazione e Petruzzelli), ma tutte sotto la Direzione dell’Ing. Antonio Guerrieri e, il più possibile, in conformità al progetto.
L’11 marzo 1978, accolta l’accorata supplica di Mons. G. Lenotti e della Comunità religiosa del Santuario, il S. Padre Paolo VI con Bolla pontificia eresse a Basilica minore il Santuario dell’Incoronata. Per solennizzare l’evento, giunse da Roma il conterraneo Card. Pietro Parente che presiedette a una partecipatissima Concelebrazione.
Dopo il Card. P. Parente, Sua Santità in persona, in visita pastorale a Foggia e in Capitanata, sostò al Santuario-Basilica dove benedisse il Bambino Gesù per deporlo tra le braccia dell’Incoronata e rivolse agli sposi convenuti al Santuario un discorso sulla vocazione e missione della famiglia cristiana. Era il pomeriggio del 24 Maggio 1987.
Nel 1996 il piazzale d’ingresso nel recinto del Santuario è stato adornato da un’aiuola ben delimitata da cordoli di pietra naturale, disegnata dall’Arch. S. Pavone e realizzata dalla Ditta “Servizio Casa” di Lucera - Geom. Giuseppe De Padova, a spese di un Comitato Pellegrini. Le statue che adornano l’aiuola, scolpite in pietra bianca di Vicenza dallo scultore Boatto, raffigurano l’Incoronata con P. Pio e il Beato D. Orione in atteggiamento orante; Il tutto fu inaugurato nell’aprile 1996.
Nelle vicende storiche del Santuario rivestono particolare rilievo le concessioni di particolari indulgenze ai pellegrini in visita al Santuario fatte dal Pontefice Gregorio XIII del 28.3.1582, le visite pastorali dei Vescovi di Troia e di Foggia, la visita del Papa Urbano II (1088-1099), di Federico II, di Manfredi e di tanti Santi, come S. Francesco d’Assisi, S. Tommaso d’Aquino, S. Bernardo da Chiaravalle, S. Guglielmo da Vercelli, i SS. Guglielmo e Pellegrino, S. Pietro Celestino, S. Antonio da Padova, S. Bernardino da Siena, S. Benedetto Giuseppe Labre, S. Vincenzo Ferreri, S. Alfonso dei Liguori, S. Gerardo Maiella, il Beato Giovanni da Matera e l’ultima di Papa Giovanni Paolo II.
Tutto questo, unito all’incessante accorrere di pellegrini di ogni ceto ed età, provenienti anche dall’estero, per incontrare Cristo donato da Maria Incoronata Madre di Dio, fa del Santuario davvero la “Cittadella di Maria”, dove tutti trovano conforto e speranza per riprendere con più vigore il cammino della Fede che c’introdurrà nel terzo millennio della Redenzione.