OMELIE

Svegliare l’aurora

Omelia di Mons. Pelvi del 21-11-2018

Solennità della Mater Purissima - Seminario diocesano "Sacro Cuore" - Foggia

Madre purissima, stasera ci rivolgiamo a te che con lo sguardo attento sai custodire Gesù e tutto quello che Egli ama. Tu ci doni il calore umano, quello che sostiene in mezzo alle prove; il calore che anima la tenerezza che nessuno potrà spegnere. Dove c’è una madre, c’è tenerezza, virtù dei forti e non dei deboli. L’ombra dell’Altissimo ti ha avvolta, l’ombra è Gesù, ombra divina incarnata che tutto rende possibile. Tu contempli l’icona del bambino, eleggi la piccolezza a cui ti fai “prossima”, anche se tuo figlio non può essere “compreso”. Nessuno conosce il Padre se non il Figlio. Mi chiedo se tu, Madre, lo contieni e lo conosci? Forse, essendo parte di Lui, lo comprendi nella misura in cui ne sei “compresa”. L’altissima umiltà è radicata nel concepimento di Colui che devi custodire senza alcun potere sulla sua vita. il tuo primato consiste nel fare la sua volontà. A che giova, Gabriele, il tuo annuncio a Maria, se non hai uguale messaggio per me? Silenziosa umiltà e violenta carità. È la donna benedetta tra le donne, terra del cielo, che bacia e accarezza il Figlio di Dio. Piena di grazia, non ho niente da offrire e da domandare. Sono qui solo per guardarti pensosa e orante, piangere di gioia, sapere che sono tuo Figlio e tu ci sei. Essere con te, in questo luogo, guardare il tuo viso, lasciare il cuore cantare nel proprio linguaggio l’immacolata bellezza, che unisce in una sola e grande famiglia.

Donna generante, mai arresa; donna del più grande viaggio fa’ scendere fino a noi una benedizione di consolante speranza su tutto ciò che rappresenta il “male di vivere”; benedizione sugli anni che passano, sulle tenerezze negate, sulle solitudini patite, sul decadimento del nostro corpo, sulla corruzione della morte, sulla lotta contro il nostro piccolo o grande drago rosso, che insidia ma non vincerà. Beata Maria, in te è generato il Cristo, non perché tu sei la prescelta o la favorita di Dio, ma perché hai accettato che la Parola si incarnasse, si adempisse, sommovesse le proprietà dell’essere, facendo esultare noi che l’accogliamo. Facci vedere Gesù e posare su di lui un respiro tutto nuovo, simile al tuo tanto fresco e puro; contemplare il suo sguardo e scoprire la divinità al di là del Suo volto umano. Madre, insegnaci ad ascoltare Gesù, aiutaci a far silenzio perché la sua voce giunga alle orecchie e penetri nel fondo di noi stessi. Concedici di afferrare ciò che egli vuol dirci, nel suo misterioso linguaggio e ascoltare con le parole i battiti del suo cuore. Dacci di sentire Gesù, respirare l’atmosfera d’amore che si sprigiona da lui; percepire l’incanto discreto della sua compagnia, il profumo della bontà che si diffonde nell’ombra. Facci gustare Gesù; provare l’attrattiva del suo cuore dolce ed umile; assaporare la delicatezza della sua simpatia, le molteplici attenzioni della sua benevolenza; gustare, sempre di più, l’ineffabile pace della sua intimità. Dacci la grazia di toccare Gesù; poiché siamo desiderosi di avvicinarci a lui; che le nostre mani, così avide di afferrare, si lascino prendere dalle sue; che questo contatto sia un abbraccio che faccia di noi un suo possesso; che chinandoci verso di lui, sentiamo passare il suo respiro adorabile, e che per mezzo suo riceviamo il bacio di Dio. Madre purissima, ciò che abbiamo visto, ascoltato, sentito, gustato, toccato del Figlio tuo, aiutaci a conservarlo nel cuore. E nei momenti di oscurità vieni accanto a noi e trasforma il lutto in canto di gioia. Sveglieremo insieme l’aurora.