OMELIE

L'offerta della Vergine Madre

Omelia di Mons. Pelvi del 21-11-2022

Apertura anno giubilare vocazionale

Basilica Cattedrale - 21 novembre 2022

 

Carissimi,

la presentazione di Maria al Tempio di Gerusalemme indica la totale appartenenza della Vergine a Dio, sin dall’infanzia. Questo gesto mi piace meditarlo alla luce della presentazione di Gesù al Tempio.

Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù venne il tempo della purificazione e Maria con Giuseppe portò il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore. Gerusalemme è il luogo dove il figlio Gesù si offrirà, per amore del Padre, a noi. In questo flusso di presentazione e di offerta, Maria introduce il bambino creando una relazione feconda tra Dio e l’umanità, tra il Creatore e le sue creature.

Viene annunciata una spada che trafiggerà l’anima. Maria si associa e condivide il dolore del suo Figlio. Ė lei stessa, nella sua anima immacolata, che dovrà essere trafitta, mostrando come il suo ruolo nella storia della salvezza non si esaurisce nel mistero dell’incarnazione, ma si completa nell’amorosa e dolorosa partecipazione alla morte e risurrezione del Figlio. È la sua “anima materna” che si impegna, sin dall’offerta del bambino disponendo intimamente la madre al sacrificio della croce.

Il Vangelo dimostra sino a che punto sono uniti i destini di Maria e di Gesù. Riflettendo sulla persona di Gesù, i cristiani chiamano Maria, madre di Dio. Ma ella non è legata soltanto alla nascita del Figlio di Dio, è associata alla sua missione, come madre del sacrificio redentore.

La prima offerta di Gesù è fatta da sua madre e anticipa già quella della croce. La collaborazione di Maria all’opera redentrice, pur avendo un carattere unico, ci invita a percepire la volontà divina, che desidera la collaborazione degli uomini al sacrificio del Cristo. Forse quello che Maria nell’annunciazione non aveva scoperto sul destino doloroso del Figlio, le è rivelato al momento in cui Gesù viene offerto al tempio. Maria non ha indietreggiato davanti al nuovo orizzonte che le era stato aperto sulla sua maternità, ma senza alcun dubbio si è impegnata nell’offerta, recependo di essere trafitta dalla spada.

Il giorno della presentazione diventa così il giorno dell’offerta di un cuore materno con un sì ancora più speciale dato all’annunciazione. Maria portava suo Figlio tra le braccia e lo offriva, per cui la sua sorte appariva indissolubilmente legata a quella di Gesù. Offrendo suo Figlio, offre già in certo qual modo il sacrificio che più di trent’anni dopo sarà compiuto sul Calvario. La prima offerta redentrice è avvenuta nel tempio di Gerusalemme, ed è stata un’offerta materna.

La Vergine ha svolto, infatti, il suo ruolo di Madre non solo nella generazione fisica di Gesù, ma anche nella formazione alla missione sacerdotale del Figlio. Si poneva con ciò la base oggettiva del ruolo che Maria era chiamata a svolgere nella formazione dei ministri di Cristo, partecipi del suo sacerdozio. Chi più di lei potrebbe oggi illuminare sacerdoti e seminaristi, guidandoli a penetrare nelle inenarrabili ricchezze del Figlio, per agire in conformità con la sua missione sacerdotale.

Ogni presbitero deve far posto a Maria nella propria vita, permanendo in unione abituale con lei nei pensieri, negli affetti, nello zelo per il Regno di Dio e il suo stesso culto.

Carissimi, perché un anno giubilare mariano e vocazionale? Particolarmente per chiedere a noi sacerdoti la generosità nel dono personale, sull’esempio della Madre purissima, confidando e affidandoci a lei. Ai nostri giorni la fede si è raffreddata, la fiducia in Gesù sembra venir meno e abbiamo paura di riporre in Lui la speranza. In questo tempo di grazia, il nostro “sì” ritorni ad essere incondizionato e perfetto. Ricominciando ogni giorno a diventare quali Egli ci ha chiamati ad essere. Affrontiamo ogni giornata con nuova gioia e nuovo coraggio, per crescere come apostoli della Santa Chiesa. Il Signore continua a mandarci per le vie degli uomini, spesso interminabili e faticose per il nostro cuore debole e impaziente.

In questo anno giubilare preghiamo: donaci il tuo santo Spirito, lo Spirito del tuo sacerdozio, del timore di Dio, dell’umiltà, della fede e dell’amore alla preghiera, della comunione nella disciplina. Dell’amore fraterno e dell’unità.

Anche a noi una spada trafiggerà l’anima.

 

O Vergine santa, offri tuo figlio e presenta al Signore il frutto benedetto del tuo seno. Offri la vittima santa, a Dio gradita per la riconciliazione di noi tutti. Accetterà certamente Dio Padre la nuova offerta e la preziosissima vittima. 
Ma che cosa offriamo noi o che cosa gli diamo in contraccambio di tutti i beni che ci ha dato? Egli offrì per noi la vittima più preziosa che vi fosse, ossia della quale non ve ne può essere altra più preziosa; perciò facciamo anche noi quanto ci è possibile offrendogli il meglio che abbiamo, che siamo noi stessi. Egli offrì se stesso; chi sei tu, che esiti ad offrirti?
(San Bernardo).